Quello di cui il calcio ha bisogno

Bomboletta spray, moviola in campo e non solo
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Il campionato italiano è appena partito e già gli errori arbitrali cominciano ad accumularsi. Errori che diventano spesso orrori e saranno farciti dalle solite polemiche stucchevoli e fine a se stesse. C’era davvero bisogno della bomboletta? Forse sì ma non solo! Non è con lo spray che si debellano i mali di uno sport che rimane vecchio in un’epoca troppo moderna per non scoprirne gli altarini. Eppure i soldi piovono a grappoli, gli interessi si fanno sempre più martellanti, le telecamere aumentano ed inquadrano perfino i calciatori mentre si provano i parastinchi. Dunque occorre rivedere qualcosa anche sul campo e non solo con le chiacchiere e i buoni propositi. La F.I.G.C. ha seppellito i buoni propositi e il rinnovamento tanto sbandierato, frutto di un indecente mondiale, con l’elezione di Carlo Tavecchio, un Presidente dalle idee “vecchie” e dalle battute poco felici. Un classico prodotto della prosopopea italiana. E’ già tutto finito così? Sembrerebbe di sì! Specie quando la maggioranza dei club, da un lato si lamenta per i torti subiti in campo, paventa rinnovamento, sciorina numeri drammatici di un confronto con l’estero già perso in partenza e dall’altro fa di tutto per tornare agli anni ’70. Del resto come si può sperare in un cambiamento quando anche la FIFA prosegue sulla linea Blatter, in una perenne “Monarchia assoluta”, dove si dice e si afferma tutto e il contrario di tutto. Il mondiale brasiliano ha offerto interessanti spunti di cronaca e di rinnovamento, la bomboletta e la telecamera di porta per i gol fantasma, l’occhio che tutto vede e tutto può. Qual è stata la scelta? Sì alla bomboletta, No alla telecamera. E’ troppo costosa, meglio pagare e mantenere sei giudici di gara che vedono per uno, quello è lusso che possiamo permetterci, la panacea di tutti i mali. Prepariamoci allora a orde di tifosi inferociti aizzati da Presidenti vulcanici. Padroni di società che dimenticheranno una settimana dopo il torto subito ma si riempiranno la bocca di veleno additando qualche capro espiatorio. Scudetti di cartone, proposte di gommapiuma e intenti di polistirolo. In fondo è questo il calcio che siamo abituati a commentare, non sia mai che qualcuno pensi di cambiarlo.

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